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Il guidone YCBG approda ad Amalfi

Isole Flegree e costiera amalfitana

Sono appena passate le sei del mattino di sabato 10 settembre e alla stazione dei treni siamo già tutti presenti: io, Andrea in qualità di skipper, Roberta, Veronica (alla sua prima esperienza velica), Patrizia, Giorgio e Giacomo, detto “Rega”. A Bergamo il tempo è pessimo e rivolto, ormai, all’autunno; salendo sul Pendolino ci auguriamo tutti che a Napoli ci sia ancora l’estate.

Alle due del pomeriggio, siamo già sul molo di Santa Lucia, pronti per prendere possesso di quella che sarà la nostra “casa” per una settimana. Iniziamo subito con una piacevole sorpresa, la barca da noi prenotata un Sun Odissey 40 “Rinella”, è rimasta a Procida, al suo posto ci aspetta un Sun Odissey 45 “Leon”, naturalmente allo stesso prezzo! Senza dubbio non avremo problemi di spazio: siamo in sei persone in una barca da dieci.
La sera è dedicata ad una veloce visita di Napoli, le strade sono caotiche e piene di gente rumorosa ed allegra; purtroppo il risveglio all’alba si fa sentire e a mezzanotte siamo già a letto.

Domenica inizia ufficialmente la vacanza, il tempo è splendido ed indirizziamo la nostra prua verso l’isola di Procida, che raggiungeremo in circa due ore. Diamo ancora davanti al paese di Corricella, con le sue case tutte colorate, fuori dal porticciolo riservato alle barche dei pescatori. Il pomeriggio è dedicato alla visita dell’isola e, considerate le ottime previsioni meteo, ci spostiamo per la notte a Ischia ponte, alla fonda presso la baia del castello Aragonese. La notte trascorre tranquilla e silenziosa e ci permette di dormire bene; la sveglia è prevista per le cinque, così da arrivare a Ventotene per pranzo. Per partire è sufficiente l’aiuto di una persona per issare l’ancora e Rega si offre di aiutarmi, gli altri, se vogliono, possono restare a letto. Nessuno, però, resiste al fascino della partenza all’alba ed in pochi minuti il pozzetto è al completo; da Ischia ci arriva il profumo del pane appena sfornato, il mare è piatto ed il sorgere del sole ci lascia senza parole: sarà uno dei momenti più belli della settimana.

Come da programma, raggiungiamo Ventotene nella tarda mattinata e ci premiamo con un bel bagno ristoratore. L’idea è quella di ormeggiare nel porto vecchio, ma il portolano sconsiglia l’ingresso alle barche con un pescaggio oltre 1,5 metri; siamo un po’ dubbiosi, e proviamo a chiedere consiglio ai gestori, che escono in gommone per convincerci ad ormeggiare presso di loro. Vista la loro ricerca di clienti, contrattiamo la tariffa e, partiti da 70 euro, ci accordiamo per 50 euro; ad agosto avremmo speso più del doppio. Effettivamente, l’ormeggio non è complesso, anche perché ci sono poche imbarcazioni; in serata, invece, sarà quasi al completo. Dopo pranzo, come da copione, ci addentriamo nei vicoli dell’isola, raggiungiamo la spiaggia nera per delle gallerie scavate nel tufo e ci concediamo l’ultimo tuffo della giornata. Oggi è il mio compleanno, domani quello di Rega ed allora usciamo a cena, anche perché c’è la festa della patrona dell’isola, con fuochi artificiali ed il lancio di una mongolfiera infuocata. In barca le nostre ragazze ci faranno trovare la torta con tanto di candeline.

Martedì mattina riprendiamo il mare alla volta di Ischia, un debole vento di circa 10 nodi ci permette di andare a vela, il cielo è coperto; la nostra meta è la splendida baia di San Montano, in cui arriviamo in tempo per il pranzo. Le nuvole, intanto, sono sparite ed hanno lasciato il posto ad un cielo blu, che ci accompagnerà fino a venerdì. L’idea per la notte è quella di ormeggiare ad Ischia, ma considerato che non abbiamo bisogno né di acqua, né di gasolio e che la notte si prevede tranquilla, optiamo per metterci di nuovo alla fonda presso il castello aragonese. Scendiamo a terra con il tender per una visita molto breve: Ischia è troppo caotica per noi, le strade sono invase da auto, motorini e autobus, nella più totale confusione; preferiamo tornare alla tranquillità della nostra Leon.

Il mercoledì è dedicato a Capri, che raggiungiamo con una leggera brezza che ci fa scivolare sulle onde; l’ingresso al porto è decisamente problematico: bisogna sfruttare l’attimo in cui non sopraggiungono a folle velocità traghetti ed aliscafi; l’addetto del porto è già pronto ad aspettarci e ci indirizza ad alcuni pontili galleggianti; scegliamo il più interno, nel tentativo di trovare riparo dalle continue onde provocate dai traghetti; per fortuna che l’ultimo parte alle dieci di sera. A Capri ci chiedono cento euro, compreso il pieno di acqua; dopo aver letto il racconto di Francesco delle Pontine di giugno, eravamo preparati al peggio. Comunque non ci lamentiamo, l’isola non è certo nota per essere una meta economica. Nel tardo pomeriggio affrontiamo la visita di Capri, la maggior parte dei turisti è partita e si cammina tranquillamente; rimaniamo tutti affascinati dalle sue bellezze e decidiamo anche per la visita di Anacapri, che raggiungiamo con un autobus. Il tempo a disposizione è, purtroppo, limitato e ci ripromettiamo di tornare un giorno per completare il giro turistico.

Nella notte si alza un bel vento di maestrale, al mattino ci sono 15 nodi in porto: oggi riusciremo a fare un po’ di vela. Iniziamo con un tour dell’isola, poi usciamo dalla copertura dell’isola e ci divertiamo con un bel vento che ad un certo punto raggiunge i 35 nodi; la fame avanza e ci concediamo una bella sosta con bagno e pranzo ai faraglioni. Nel pomeriggio il vento si assesta tra i 20 e i 25 nodi e, con una bella andatura al lasco, usciamo dal golfo di Napoli ed entriamo in quello di Salerno, doppiando punta Campanella; la costa ricorda quella ligure, verticale, piuttosto lineare, con i paesini arroccati in alto. La nostra meta è Positano, che è priva di porto ma dotata di gavitelli; per non avere sorprese ne riserviamo uno per la serata.

Positano è uno splendore, incassata nella montagna a picco, le case sembrano costruite una sul tetto dell’altra. Purtroppo, non riusciamo ad apprezzarla, il vento non accenna a diminuire, il mare è decisamente mosso, con previsioni di peggioramento per la notte. L’idea di passare l’ultima sera a ballare senza tregua attaccati ad un gavitello non piace a nessuno, senza contare il rischio che qualcuno non stia bene. Ci sono ancora circa due ore di luce, Amalfi si trova a meno di un’ora di navigazione ed ha un bel porto riparato, inoltre ci piace l’idea di visitare una delle repubbliche marinare; proviamo a chiamare per verificare la disponibilità e, naturalmente, non ci sono problemi: questi sono i vantaggi del viaggiare fuori stagione! Ad Amalfi ci aspetta l’ormeggiatore Aiello, che, con una barchina a remi, ci accompagna al nostro posto. Non ci sembra vero di essere arrivati a destinazione: il porto è bellissimo, una baia naturale con una barriera frangiflutti molto alta che ci protegge da mare e vento; per il solo ormeggio, visto che non abbiamo bisogno di acqua, ci chiedono “solo” 40 euro. Dopo cena non possiamo non dedicarci alle nostre visite ed Amalfi non ci delude, anzi si rileverà essere la meta preferita della settimana: per fortuna che doveva essere un ripiego.

Il venerdì lasciamo Amalfi, dopo aver salutato Aiello, al quale lasciamo, per ricordo, il guidone dello YCBG e che, per contraccambiare, ci regala una bottiglia di vino prodotto da lui; il vento è praticamente nullo, in compenso il mare è mosso: non possiamo che andare a motore. Per fortuna dopo punta Campanella, il mare cala un poco e si alza un leggero vento che ci permette di issare le vele e di spegnere finalmente il motore. L’idea iniziale era di fare sosta a Sorrento per spezzare il viaggio di ritorno, ma non è possibile perché non saremmo riparati dal mare, allora puntiamo verso l’isoletta di Nisida, che, infatti, ci permette di pranzare con una discreta tranquillità. Ci restano solo cinque miglia per arrivare a Napoli, che riusciamo a percorrere con una tranquilla bolina, e alle cinque di venerdì approdiamo di nuovo a Santa Lucia.
Sabato mattina ci svegliamo sotto un cielo grigio e minaccioso di pioggia e ci viene spontaneo pensare che la settimana è stata sotto l’influenza di una stella particolarmente propizia. Il nostro treno per Milano parte alle 11:30, arriveremo in serata.

La settimana è stata uno splendore, per il meteo propizio, per le bellezze dei posti visitati, ma soprattutto per la splendida compagnia, quindi ancora grazie alle ragazze: Patrizia, Roberta e Veronica e ai miei aiutanti: Giorgio e Rega.
Alla prossima!

Andrea Signorelli
Skipper YCBG

 
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