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Ke bel campà

Due settimane di vela in Corsica

8-22 agosto. La crociera parte subito nel modo migliore, dato che l’equipaggio al briefing si dimostra omogeneo e la barca ci viene messa a disposizione un giorno prima. Si organizzano 3 auto per 9 persone, e siamo a Scarlino il venerdì 7 nel tardo pomeriggio per prendere possesso della Perseus, subito in pizzeria per la cena.
Il giorno dopo, 6 carrelli della spesa sono i protagonisti della nostra cambusa che viene prontamente stivata a bordo.
Salpati alle 16:00 del sabato 8 agosto, rotta per Cavo d’Elba, passiamo la notte in rada e proseguiamo domenica 9 per Capraia con relativa visita al bellissimo paesino.

Lunedì 10, oggi raggiungiamo la Corsica!!!! Quindi: sveglia alle 06:30 per la “traversatina”, il vento sempre tra i 10 e i 15 nodi ci sostiene per una bella veleggiata ma, al momento di affrontare il canale dello scoglio della Giraglia, ci molla, pazienza. Siamo diretti a S. Florent: è d’obbligo una tappa per fare il bagno davanti alla spiaggia nera di Nonza. Arrivati a S. Florent andiamo a gettar ancora in una rada tra Punta di Capo e Punta Mortella, buon fondo di sabbia e poche barche, ci sarà un vento da sud-ovest forza 3, quindi siamo ben ridossati.

Martedì 11, dopo un bagno mattutino in acque limpidissime a Calvi, abbiamo cercato di fare acqua a S. Florent ma c’era troppo da aspettare quindi, con la consapevolezza di avere solo il 2° serbatoio pieno, quello piccolo, siamo partiti per Calvi. Nel tragitto ci siamo fermati per il pranzo all’ancora davanti alla spiaggia di Seleccia, lunga e bellissima distesa sabbiosa su acque caraibiche. Abbiamo avuto un bel vento fino a Calvi e poco prima di arrivare si è smorzato, meglio di così! Anche se fuori dal porto ci sono qualcosa come 200 gavitelli, anche se abbiamo telefonato per prenotarlo e ci hanno detto di prenderne pure uno, una volta fatta la manovra di presa, gli addetti con il gommone ci fanno sloggiare perché il gavitello era già impegnato. Allora, forse per simpatia, ci danno un posto dove di solito si attracca il traghetto, gettando ancora e cime in banchina, con l’impegno di liberare il posto per le 11:00 del giorno dopo. Sbarcati a Calvi, ceniamo in un ristorante dove un membro dell’equipaggio ha trovato nella cameriera Fifi l’anima gemella (?!?), dopo cena una passeggiata per la città veramente da non perdere, shopping di giorno, locali di notte.

Mercoledì 12, appena svegli, croissants freschi di forno e ancora un po’ di souvenirs, poi lasciato il posto al traghetto abbiamo riattraccato in porto per far acqua, con tanto di doccia sul molo. Partenza per la Girolata alle 11:00, fermata per il bagno e pranzo al golfo della Galèria, una spiaggia di ghiaia con il fondo che cade subito a 10 metri, si potrebbe per assurdo scendere in spiaggia con la passerella. Ripartiti a vela anche se con poco vento, ma tanto abbiam tempo, ci godiamo la sfilata di faraglioni di rocce rosse e vecchie torri di avvistamento lungo la costa. Arrivati nel golfo della Girolata gettiamo ancora appena a nord del porto su 10 metri di acqua e su di uno dei pochi tratti di sabbia, qui c’è molta alga e anche alga morta che dalla barca sembra sabbia quindi traditrice. Dopo una cena con maccheroni al sugo abbiamo piegato il tendalino, spostato il boma con una ritenuta e tutti faccia ad un cielo come pochi a goderci le stelle cadenti.

Giovedì 13, partenza per Ajaccio alle 07:00: dato che ci sono 39 miglia da percorrere e non vogliamo mancare la fermata nel golfo di Topidi per fare il bagno, pranziamo in navigazione sfruttando le termiche del mezzogiorno, purtroppo una smotorata è d’obbligo. Passate le isole Sanguinarie (chiamate così perché sono rosse non perché cattive) abbiamo gettato l’ancora alle 17:00 nella baia appena a ovest, parte dell’equipaggio è sceso con il tender per una visita al faro e cena con delle fantastiche pizze fatte in barca.

Venerdi 14, salpati per Propriano a motore, non c’è stato vento per un paio d’ore ma poi ci siamo rifatti, tanto che dopo l’ingresso in porto per fare acqua e un po’ di cambusa abbiamo veleggiato senza meta nel golfo con un bel vento e mare calmo tanto che i neofiti del gruppo hanno potuto divertirsi al timone con virate in prua e in poppa, saltando perfino il pranzo. La notte la passiamo all’ancora nella rada di Campomoro godendo di un tramonto mozzafiato. Dato che abbiamo saltato il pranzo, la cena è stata luculliana, con spaghetti al tonno e cipolle, patate con pomodori al forno, formaggi delle più svariate “puzze” e infine un passito con nocciole tostate e cioccolato. Nel pomeriggio ci si accosta un barchino con un simil-pescatore che offre consegna di pane e brioches per il mattino, ovviamente ne abbiamo approfittato. Durante l’avvicinamento a Propriano vediamo un incendio non grande, ma comunque preoccupante, arrivato a ridosso delle case del paese poi prontamente estinto dai vigili del fuoco.

Sabato 15, il programma di oggi è di avvicinarsi a Bonifacio per cercare di ottenere un posto in porto, al telefono ci hanno detto che se entriamo in porto nella mattina magari ci sistemano. I nostri uomini rana pescano delle patelle che in navigazione verranno pulite e a cena….beh finiranno negli spaghetti.
La navigazione si riesce a fare a vela anche se con poco vento (6/8 nodi), all’altezza dell’isola d’Eccica, dopo 10 minuti di bonaccia, abbiamo cominciato a sentire l’effetto della bocche di Bonifacio con vento da sud di 12/14 nodi e onda ripida e incrociata, si cercava di non far sbandare troppo la barca e i nuovi hanno gradito l’attenzione dato che erano “un po’ tesi”, altri invece non chiedevano che di poter cazzare a ferro le scotte, ci siamo divertiti parecchio. La nostra rotta ci ha fatto arrivare a cala Tizzano, non ottimamente ridossata da sud ma l’onda è assente, quindi siamo scesi per la perlustrazione del fiordo che si è poi rivelato uno stagno. Siamo ripartiti alle 16:00 diretti per l’Ansa de Chevanu, appena prima di Figari, baia molto ampia e completamente aperta a sud, ma tanto ora il vento è da nord-est quindi tutto ok. Il fondale di sabbia e alghe è abbastanza basso, ci sono poi rocce su 3-4metri di acqua, infatti abbiamo dato ancora 3 volte prima di trovare la posizione ottimale, prima l’ancora era sulle alghe, poi troppo vicino a dei bassi fondali.

Domenica 16, partenza per Bonifacio alle 09:30, navighiamo con 12-14 nodi di vento da est sulla solita fastidiosa onda. Entriamo nel trafficato porto di Bonifacio fino in fondo ma il posto non lo trovano, proviamo a prenotare per il giorno dopo ma ci dicono che accettano prenotazioni solo per barche sopra i 17 metri, (acc la nostra è solo 13.5 metri). Ci siamo diretti a Lavezzi e, dato che il vento è da est, abbiamo gettato ancora alle 12:00 a ovest dello scoglio. Dopo i bagni e le perlustrazioni degli imponenti scogli, entro un paio d’ore stiamo veleggiando verso il golfo di Sant’Amanza dove passeremo la notte, qui l’acqua verde-torbida non merita i soliti bagni, ma la fermata ci serve perché la giornata nel paese di Bonifacio è d’obbligo, la sera stessa infatti prendiamo accordi con un servizio taxi che venga a prenderci praticamente in spiaggia. Cena con salamini, patate e piselli e in questa occasione abbiamo capito che le iniziali premure verso il prossimo durante i pasti ormai sono finite, non c’è più nessuna remora nell’infilzare tutto quello che gira nelle padelle…

Lunedì 17, sbarcati con il tender alle 08:00, la giornata è dedicata interamente alla visita a Bonifacio, il minibus del sig. Noèl in pochi minuti ci porta a destinazione per soli 60 euro!!! sola andata. Siamo saliti nella città alta e girato tra chiese e viette veramente affascinanti, visita al municipio e ai mulini. La città è arroccata su pareti di roccia bianche che si aprono e lasciano il posto al porto nella città bassa. Aperitivo al bar, poi pranzo al “Caffè de la poste”, con musicanti per strada, shopping, un altro rinforzino alla cambusa e per altri soli 60 euro!!! siamo rientrati in barca alle 15:00. Per la notte ci siamo spostati nella baia di S. Cipriano, molto più bella della precedente.

Martedì 18, dopo la colazione siamo entrati a Porto Vecchio per fare acqua, dopo aver seguito il canale con tutti i vari allineamenti , riferimenti e boe finalmente attracchiamo in banchina. Alle 11:30 ci dirigiamo al golfo de Pinarello per passare il pomeriggio in relax dato che stasera si parte per la notturna verso Bastia, dopo la pizza per cena si parte alle 22:30.
Notturna tra il 18 e il 19, il vento è assente, si navigherà a motore, il livello del gasolio è a 3/4 del serbatoio e ci sono 25 litri nella tanica di rispetto nel gavone, in pratica potremmo arrivare fino a Genova se volessimo, una bottiglia da 1.5 l di caffè-bomba a disposizione dei turnisti. E’ una notte senza luna quindi nerissima, rotta per est-sud-est, c’è uno scoglio da evitare a nord-est, comunque siamo al largo, distanti un paio di miglia dalla costa impostiamo rotta 020°, i turni sono già definiti nei tempi, nelle persone e nelle procedure, nessuno fuori dal pozzetto, ogni ora annotazione della posizione sulla carta nautica, occhi aperti soprattutto per le veloci navi in transito. La notte si conclude senza problemi e alle prime luci dell’alba una leggera brezza ci permette almeno di alzare la randa, continuando però anche a motore . Al sorgere del sole l’aria è limpida e ci permette di vedere il sole per metà immerso nel mare. Alle 11:00 entriamo nel porto di Bastia, più precisamente a Port Toga, ormeggiati all’inglese, eseguite le formalità d’ingresso siamo sbarcati per la visita alla città. La cena nel ristorante “La scaletta” su di una terrazza che guarda i moli del porto vecchio.

Giovedì 20, dopo la sveglia, subito dal fornaio per il pane e croissants, un po’ di frutta e via: si salpa per l’isola d’Elba alle 09:30. Il mare è piatto e il vento assente quindi smotorata fino in vista dell’isola, poi finalmente il vento ci accompagna fino alla nostra prossima rada, il golfo di Lacona dove passiamo la notte in compagnia del suono dei bonghi provenienti dalla spiaggia fino quasi al mattino, per fortuna siamo abbastanza al largo.

Venerdì 21, sveglia e colazione con molta calma, abbiamo ormai la consapevolezza che tutto sta finendo e magari rallentando i ritmi ci dura di più la vacanza, salpiamo per una rada a sud-est dell’isola, vicino a punta rossa, qui incontriamo un’altra barca che porta altri membri dello YCBG ed è quindi d’obbligo il bagno in compagnia. Alle 14:00 lasciamo l’ancoraggio e partiamo per Scarlino a motore, poi per fortuna si alza un bel vento da nord-ovest che ci porta fino a destinazione. Entrati in porto, passiamo alla banchina del carburante per fare il pieno di gasolio e alle 18:00 ormeggiamo la Perseus in banchina.

Note dello skipper: per questa crociera, e per non disattendere le aspettative, non volevo che il meglio per l’equipaggio, per fortuna così è stato, tanti sono stati i fattori positivi che hanno permesso lo svolgimento di una crociera così ,oserei dire, perfetta. Primo fra tutti la compagnia formata da persone da subito affiatate e spassose, in accordo nel vivere il mare e la barca, quindi meglio andare a dormire in rada più che in porto; il meteo sempre dalla parte del sole, il vento a volte è mancato ma ci ha comunque permesso delle veleggiate che penso abbiano soddisfatto tutti; l’itinerario della crociera scelto da tutto l’equipaggio, seguendo le rotte consigliate dal club, che ci hanno mostrato coste, rade, faraglioni, paesi arroccati e torri di guardia; anche la Perseus ha fatto la sua parte, portandoci senza alcun problema per tutto il tempo lungo tutto il tragitto; infine, non abbiamo avuto nessun problema con il mal di mare, e non è poco.

Marino Paloschi
Socio YCBG

 
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