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Istria e Croazia
L'enogastrovelica 2010
Bergamo, 28 maggio. 19:30 Il parcheggio del Lazzaretto ci ospita per gli ultimi preparativi e saluti.
Check-in al Marina Veruda, 29 maggio Dopo le soste di rito agli autogrill e passaggi di varie dogane, verso le 3:00 siamo a Rovigno nostra prima tappa croata. Aspettando lalba parte dellequipaggio passeggia per le vie deserte del paese godendosi il piacevole profumo di pane appena sfornato, che viene loro gentilmente offerto da un panettiere del luogo sorpreso da tanta gente interessata alla sua attività notturna. Altri preferiscono aspettare lalba direttamente adagiati sui sedili delle auto nella speranza di guadagnare ore di sonno.
Recuperati gli ultimi dispersi, come ad ogni sosta di gruppo che si rispetti, eccoci in partenza per Marina di Veruda alle prime luci del giorno. Alle 7:00 diamo la sveglia al porto di Marina di Veruda incrociando i primi turisti che scendono dalle barche ormeggiate armati di beauty e ciabatte dordinanza per raggiungere con fare stanco e assonnato le toilettes. Colazione fatta e bagagli imbarcati alle 11:00 molliamo gli ormeggi e navighiamo verso sud , a motore con mare calmo doppiando il faro del Porer diretti allisola di Cherso (Cres). Raggiunta Cherso nel tardo pomeriggio ormeggiamo al molo non troppo affollato del Mandraccio.
Mentre gli equipaggi scendono a terra visitando la cittadina Renzo, consapevole di non poter sbagliare (vista laspettativa creata) si incarica della prenotazione del ristorante. Cena stupenda a base di scampi freschissimi alla Buzzara che, bolliti o alla griglia, incontrano il gusto ed il plauso dellequipaggio al completo ... sollevando Renzo da ogni preoccupazione.
Cena bagnata da un buon vino bianco locale, che non ha mancato di salutare il passaggio di una coppia di sposini accompagnata, secondo tradizione, dal corteo di parenti e amici desiderosi di raggiungere il ristorante per i festeggiamenti di rito.
Unje, 30 maggio In mattinata vento assente, ma tempo buono. Decidiamo di fare acqua e ci dirigiamo fuori dal fiordo. Superata la punta di Pemat si alza una brezza da sud che ci permette di spegnere il motore e alzare le vele. In un mare con onda che andava rinforzando abbiamo avvistato due allegri delfini. Raggiungiamo lisola di Unje e diamo ancora nella suggestiva Baia di Maracol. Scendiamo a terra per visitare la cittadina scollinando il promontorio dellisola. Arriviamo nella cittadina di Unje e desiderosi di un aperitivo per placare un poco la fame ci sediamo ad un tavolino sulla terrazza di un bar ed ordiniamo mentre ci gustiamo il tramonto. A causa dellindisponibilità delle vivande richieste, rinunciamo alla tanto salutare dieta mediterranea ordinando 20lt di Birra in 20 persone e le ultime 3 porzioni di patatine rimaste.
Al calare del sole e sulla via del ritorno incrociamo una anziana coppia di croati che, emigrata in Canada nel dopoguerra, ci fa partecipe di storie di grande umanità. Raccolti mazzetti di margherite e di salvia spontanea lungo il sentiero torniamo alle barche con un tempo coperto.
Susak, 31 maggio Mattina di sole, Simona si concede il primo bagno in un acqua fredda battendo sul tempo una coppia di bambini tedeschi ospiti di unimbarcazione vicina. Ed eccoci in partenza per lisola di Susak dove Beppe e Gianni optano per ormeggiare allinglese senza entrare nel porto visto la dubbia e risicata profondità. Renzo preferisce dare ancora in baia.
Visto limprovviso e deciso aumentare del vento e lingrossarsi repentino del mare Renzo e Fausto decidono di riparare in porto vincendo uno scarroccio non certo leggero. Scesi tutti a terra e spostati nel cammino da un vento con punte di 40 nodi ci permettiamo di attribuire al vento il nome conosciuto di Bora.
Visitiamo la cittadina con abbigliamento adeguato (cerate e cappellini) e al ritorno alle barche portiamo limbarcazione di Beppe in posto più riparato allimboccatura del porto per affrontare la notte con maggiore tranquillità e confort, oltre che per evitare linsidiosa bassa marea della mattina.
Quarnaro, 1 giugno Molliamo gli ormeggi alla volta del Golfo di Medulino alle 12.00H e diamo ancora nella incantevole Baia di Premantura salutati da un cielo limpido, un sole splendente e da una pattuglia di Top Gun Croati. Mauro apre la stagione con un tuffo olimpico spintaneo seguito da buona parte dellequipaggio (i temerari). La sera si riparte a vela oltrepassando il faro del Porer dirigendosi verso la baia di Paltana preparandosi ad affrontare la notte allancora con un cielo che si copre di nuvole.
Rientro a Marina di Veruda, 2 giugno Facciamo gasolio e rientriamo in porto alle 9:00 Si cambia equipaggio con un vano tentativo di imbarco di abusivo di dubbia nazionalità: tale Sig. Dami Giana. Si riparte con una abbondante cambusa alla volta del Quarnaro con destinazione gli Asinelli (Ilovic) dove ormeggiamo al gavitello per goderci una cena nel ristorante a terra.
Page, 3 giugno Un cielo nuvoloso ci saluta di prima mattina nel nostro navigare verso lisola di Page poi per Cherso (Pta Croce). Inaspettatamente nella tarda mattinata
giochiamo un poker: bagno, sole, sonnellino e acqua limpida. Alle 15:00 Fausto e Renzo con fare sornione ci ricordano che la scala reale è superiore al poker e decidono di salpare cercando la quinta carta vincente
il vento. Vento che da 5 nodi passa a 22 in un mare piatto che ci accompagna in una veleggiata fatta di bordi, virate e strambate fino al ponte di Ossero. Semplicemente
una giornata di vela perfetta!
Ormeggiamo al gavitello e visitiamo la stupenda e ben conservata cittadina storica.
Quarnaro, 4 giugno Alle ore 9:00 oclock per dirla allinglese si apre il ponte mobile e Fausto ci traghetta nel Quarnaro in direzione della conosciuta baia di Premantura dove facciamo una visita a terra allosservatorio. In serata rientriamo nella Marina di Veruda dove il Sig. Dami Giana viene finalmente accolto a bordo e ricevuto secondo la migliore etichetta nautica.
Check-out al Marina Veruda, 5 giugno Si ringrazia per la partecipazione: fratello Sole (un po distratto e assente), sorella Luna (discreta presenza notturna) , cugino Vento (dal carattere pacato ma con raptus anche violenti), nipote Bacco (immancabile ed affidabile compagno di viaggio a volte anche un po Matto) ma sopratutto gli amici trovati e ritrovati dello Yacht Club Bergamo.
Matteo Capelli
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