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A vela in Laguna
Magica crociera a Venezia e dintorni
27-28 maggio 2006 Non avrei mai pensato di potermi trovare in barca a vela a pochi metri da piazza San Marco... eppure eccoci qui, ormeggiati nel porticciolo di San Giorgio.
Grazie all'organizzazione di Paolo Sensi e Roberta Magaldi salpiamo sabato mattina da Caorle con due Bavaria 44 e un Cyclades 43, rotta per Venezia. La sera prima Renzo Centeleghe, esperto venexian, ci ha prestato una carta dei canali navigabili in laguna: bisogna seguirla accuratamente per non insabbiarsi!
Navighiamo per circa tre ore su un Adriatico piatto e disteso. Non fa freddo, ma l'umidità ammanta la costa di foschia, avvolge il paesaggio in una luce misteriosa, e ti inganna rendendo tutto più distante.
Passato Jesolo e un paio di allevamenti marini, raggiungiamo l'allineamento con l'ingresso di Punta Sabbioni. Ci siamo, entriamo in laguna. Qui il canale è largo e ben segnalato, gli indigeni addirittura bordeggiano in uscita, mentre noi abbiamo già cautamente ammainato.
Man mano che ci dirigiamo verso Burano il canale si restringe, e diventa ancora più stretto quando deviamo per l'abbazia di Torcello. Lo spettacolo è davvero strano anche per chi è abituato a navigare: non spiagge, scogli o falesie, ma una pianura di acqua e canneti che si perde nel nulla della bruma, in ogni direzione. Qui e là spuntano torri di campanili, alcune vistosamente pendenti.
Ormeggiamo proprio in fianco all'abbazia, che merita davvero una visita, e una salita al campanile. Il complesso è restaurato con grande attenzione, ricco di mosaici sia sulle pareti che intessuti a tappeto sulle pavimentazioni. Poi proseguiamo per Murano, lungo canali che non distingueresti mai dal resto della distesa d'acqua, non fosse per i pali delle bricole che li accompagnano.
Nel tardo pomeriggio arriviamo alla destinazione prevista, il porticciolo di San Giorgio. Ora il traffico nel Canale delle Navi è paragonabile alla "serenissima" A4, con la differenza che corsie e sensi di marcia sull'acqua sono interpretati un po' più liberamente. Dall'ormeggio abbiamo una vista maestosa: Palazzo Ducale sembra di toccarlo tanto è vicino.
Ci organizziamo per la serata: Pietro riesce a trovare un buon ristorante che possa accoglierci tutti, così ci imbarchiamo su un vaporetto per trasferirci sulla Riva degli Schiavoni e incamminarci nel sabato veneziano. A terra scopriamo che il locale è in zona Stazione, praticamente dalla parte opposta della città, ed è lì che mi sorge qualche legittimo dubbio sulla fine che farà la nostra cena...
Dubbi che a distanza di neanche un'ora mi rimangio volentierissimo. In un campiello ci accoglie il Vecio Pozzo (www.veciopozzo.it), sito veramente gustoso e servizio perfetto, frequentato quasi esclusivamente da veneziani. Con nemmeno 50 euro ci delizia di portate freschissime e tipiche, e ci ristora dalla camminata. Usciamo a mezzanotte - ma loro comunque lavorano sempre fino alle due.
L'indomani sveglia non troppo presto, dato che seguendo i ritmi veneziani siamo andati in branda alle tre. C'è un gran daffare sul Canal Grande, un Bucintoro incede sull'acqua accompagnato da una folla di gondole e la processione fende il traffico curioso e turista delle altre imbarcazioni.
Noi molliamo gli ormeggi e facciamo prua verso il Lido, e lentamente raggiungiamo Malamocco, dove sostiamo per due passi e uno spuntino. Verso le tre ripartiamo, doppiamo Alberoni e lasciamo la laguna, dirigendoci verso nordest per Caorle.
Una gita veramente ben riuscita, da ripetere magari con un giorno in più, per provare ancora meglio quel senso di tranquillità che l'atmosfera della laguna sa infondere.
Francesco Pavesi
Vicepresidente YCBG
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