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Pontine e Flegree, fra tranquilli ritmi partenopei

Enogastrovelica 2005

Sabato 11 giugno Partenza da Bergamo alle 6:30, il Pendolino ci porta velocemente a Roma, e da lì un Intercity a Formia. Alle 14:00 siamo sul pontile per il check-in, alle 16:30 usciamo dal golfo di Gaeta e siamo in rotta per Ventotene, prima tappa di questa veleggiata da buongustai.

24 persone su tre imbarcazioni, due Elan 45 (Colombo e Vespucci, niente meno!) e Tizietta, un Grand Soleil 40. Quest'ultima, nuovissima, è del nostro amico Carlo, che dopo essere stato contagiato dal virus YCBG ha cambiato mestiere e si è dato alla vela - se ora fa lo skipper è colpa nostra.

Gli equipaggi: con me sulla Colombo ci sono il fido co-skipper Luciano con i suoi amici Gigi e Adelfo, poi Noemi, angelo della nostra barca e della cambusa, e Leandro (the barman) con il suo amico Bartolomeo. Sulla Vespucci gli skipper sono Paolo e Giancarlo (che ci raggiunge dalle Eolie), quindi Basilia e Marzia, Angelo, Luca e Stefania e Laura ed Enrico. Su Tizietta, al comando di Carlo, sono imbarcati Diego e Stefania, Paolo e Fiorella, Paolo e Tiziana.

La giornata è splendida, ci sono circa 15 nodi che per due o tre ore soffiano delicatamente portandoci verso la nostra meta. La maggior parte dei partecipanti sono vecchi lupi enogastrovelici, e però a bordo della Colombo ci emozioniamo tutti come dei piedidolci quando avvistiamo un branco di delfini, che ci circonda e ci accompagna per qualche tempo, giocando intorno allo scafo.

Alle 21:00 ormeggiamo al porto nuovo di Ventotene, impacchettati all'inglese con la Vespucci. Tizietta se ne sta indietro, ancora al largo, e passerà la notte nello stretto fra l'isola e Santo Stefano. Noi organizziamo la cena inaugurale all'Aragosta, ottimo ristorante sul porticciolo, che ci delizia con una serie di manicaretti a base di pesce.

Domenica 12 giugno Sveglia alle 9:30, e dopo colazioni e rifornimento della cambusa, ci portiamo in rada a sud di punta Pascone per il primo tuffo. Fra un bagno e l'altro pranzo veloce con focaccia e salumi, e Bartolomeo - il nostro super-attrezzato sommozzatore di bordo - aggiusta il solcometro che era bloccato.

Poi verso le 16:30 salpiamo le ancore e veleggiamo pigramente verso Ponza, circa 6 nodi di vento, finchè ci lascia e diamo motore per entrare in porto verso il tramonto. Lì ci ancoriamo nella rada, e dopo un abbondante aperitivo, fusilli al ragù casalingo e insalate, scendiamo a terra per un giretto fra vicoli e baretti. Siamo in branda alle 2:00.

Lunedì 13 giugno La mattina il cielo è coperto, pioggerella, facciamo un po' di spesa, ci riforniamo d'acqua a uno dei pontili (a 25 euro per barca! Ma dove siamo?) e spunta il sole. Per le 14:00 siamo in rada a Chiaia di Luna, pranzo e bagno in questo splendido anfiteatro di scogliere bianche a picco sul mare.

Intanto Tizietta ha preferito proseguire verso Palmarola, e quindi verso le 16:00 issiamo randa e fiocco e ci lasciamo portare da 8/10 nodi verso le secche a sud dell'isola, le doppiamo standocene a cauta distanza, e viriamo verso nordest per il rendez-vous della flottiglia a Cala del Porto, bella e selvaggia.

Qui proseguiamo i bagni fino al tramonto e poi ceniamo in rada con un buon bianco locale, spada freschissimo al forno con salsa di pomodoro e vino alla provenzale, servito su un letto di finocchi tagliati a velo.

Ora si pone un dilemma: restare in zona per vedere altre bellezze di Ponza, ma probabilmente rinunciare a Capri, o portarci a Ischia con una navigazione notturna di una cinquantina di miglia e guadagnare un'intera giornata?

L'equipaggio della Tizietta dissente perchè non ha visto Chiaia di Luna, e la discussione anima gli equipaggi durante la serata, poi la decisione della maggioranza è presa, si parte per la notturna. Tizietta ci raggiungerà l'indomani.

Martedì 14 giugno 0:30, zero vento, notte calda e stellata: salpiamo da Palmarola e ci portiamo verso il largo, però notiamo che la Vespucci si attarda. Via radio ci comunicano che l'ancora si è incagliata fra due massi sommersi, così torniamo per assisterli, ma riescono a farcela da soli con una cima fra catena e winch di prua, e per la 1:00 siamo in rotta, affiancati a circa mezzo miglio.

Organizziamo i turni a bordo fra timone, avvistamento e gps, e i motori degli Elan ci portano con sicurezza per tutta la notte sull'acqua nera, liscia come olio. Io dormo dalle 2:00 fino alle 6:00, poi Luciano mi sveglia e gli do il cambio. Alle 9:00 ormeggiamo nel piccolo e trafficatissimo porto di Ischia.

La mattina passa fra colazione, pennichelle sopra e sotto coperta, e passeggiate cittadine. In capitaneria Paolo scopre che l'ormeggio costa 110 euro (!!!), neanche fossimo sulla luna, o in Engadina. Avevo preso 50 euro dalla cassa e speravo in un resto... vabbe', non irritiamoci che già fa caldo.

Ci accordiamo sui ritmi partenopei, e verso le 15:00 pranziamo con spaghetti allo scoglio, gamberoni e frittura mista. Un gruppo va alle terme, altri si danno allo shopping. Nel pomeriggio il cielo si ricopre, ancora due gocce d'acqua. Alla sera organizziamo una cena locale per provare finalmente la mitica pizza napoletana, ma rimaniamo delusi, di gran lunga meglio il pesce.

Alla sera Tizietta ci comunica che è arrivata a Ischia, ma dalla parte opposta dell'isola: ci diamo appuntamento per domani a sud di Ischia, per proseguire insieme verso Capri.

Mercoledì 15 giugno Sveglia 8:30, colazioni e spesa, lavaggio barca. C'è il sole, poche nubi e poco vento. Strano a dirsi, dobbiamo recuperare dalle acque del porto la bicicletta che Leandro aveva noleggiato ieri: parcheggiata sul pontile galleggiante, un'onda di traghetto l'ha fatta cadere in acqua. C'è una prima volta per tutto, e due mezzi marinai collegati risolvono il problema.

Pronti a mollare gli ormeggi un altro oggetto va a picco, il telefonino di Luciano. Istantaneamente recuperato dal sommozzatore di bordo, ma la sim solamente viene salvata.

Alle 11:30 partiamo e facciamo prua verso sud attraverso il canale di Ischia, dove a sorpresa Bart - che è anche il nostro super-attrezzato pescatore di bordo - agguanta un meraviglioso tonnetto di oltre due chili, che purtroppo spira poco dopo la cattura, e deve quindi essere sfilettato e messo in fresco in cambusa. I ritagli vengono marinati in limone e prezzemolo, a futura memoria.

Intanto il vento ci regala due o tre ore di bolina a 15 nodi, e per pranzo siamo a punta Sant'Angelo per ricongiungerci con Tizietta. Che invece si è diretta a Ischia porto perchè l'equipaggio voleva provare di persona i trattamenti termali... Ci consoliamo con farfalle al sugo e caprese.

Alle 16:00 partiamo per Capri, veleggiamo al lasco per un paio d'ore, poi la brezza si sopisce e raggiungiamo Marina Piccola a motore. Diamo ancora a poche decine di metri dai mitici Faraglioni, con raffiche di vento a più di 20 nodi che cadono verticalmente dalla scogliera.

Altri bagni e poi cena con il tonnetto marinato al limone, un'infornata di fuselli di pollo e patate con peperoni, vino rosso ischitano, e dessert con daiquiri all'ananas fresco. La notte dormiamo come bambini, cullati dalle onde del largo e dalla risacca delle scogliere.

Giovedì 16 giugno All'alba troviamo un nuovo vicino di ancora: Tizietta, giunta in rada nella notte. La flottiglia è riunita, e dopo doverosi convenevoli, colazioni e bagni, alle 11:00 salpiamo.

Il cielo è coperto, ma ormai ci ha abituati, si copre e scopre totalemte nel giro di due o tre ore. Con Gigi al timone attraversiamo - indenni - i Faraglioni e un'oretta dopo siamo a Marina Grande. Dove l'ormeggio sarebbe altrettanto di Ischia (100 euro e passa!) ma ci mettiamo d'accordo per il solo transito, e ce la caviamo.

E così vediamo Capri, la piazzetta, i vicoli, pranziamo con vista mare, passeggiamo fra giardini e gioiellerie, in un mare di turisti... Per le 18:00 la spesa è fatta, rabbocchiamo il gasolio e partiamo. Alle 20:30 siamo a Vivara, una splendida e deserta rada a sud di Procida, davanti al porticciolo di Chiaiolella da Poco.

Per cena bruschette, acciughe, insalate con uova e olivette di Gaeta, il tonnetto pescato fresco e cotto al naturale, vino bianco d'Ischia. Leandro compra un bel pesce dai pescatori, lo mettiamo in fresco per domani.

Venerdì 17 giugno Ultimo giorno in barca, ci svegliamo presto, siamo in rada e c'è il sole: colazione e bagni, con raccolta di ricci. Tizietta da Capri è tornata ad Ischia (alla punta dove avevamo appuntamento mercoledì): vogliono passare la sera sull'isola per vedere i fuochi, noi invece entro sera dobbiamo essere a Formia.

Per le 12:00 siamo a Procida ed entriamo in porto, al transito. Facciamo un giretto e ci riforniamo di souvenirs, pranziamo con arancini, mozzarelline, insale e gyros.

Alle 14:30 inizia la risalita verso il nostro porto di origine. Troviamo un bel vento, sui 15 nodi e riusciamo a tenere un bordo unico fin verso le 18:00, orzando al limite per non virare ed evitare un giro turistico in un allevamento di molluschi...

Il vento intanto rinfresca fino a 20 / 25 nodi e, durante la prima virata del percorso, a filo degli scogli della spiaggia, il solito Bartolomeo issa a bordo una spigola di un paio di chili, tanto per chiudere in bellezza, senza riuscire a far perdere il timone e il sangue freddo a Luciano, che - a barca sbandata e alluce pestonato da Gigi - si vede ballonzolare il pesce addobbato con ami ed esche davanti al naso.

Siamo sempre affiancati alla Vespucci, e davanti a noi abbiamo Formia avvolta da un groppo nero che promette fulmini e saette. Ammainiamo le vele, controlliamo le chiusure di oblò e osteriggi, togliamo il motore dal tender e prendiamo qualche misura di sicurezza ulteriore.

La buriana non si fa attendere: a 7/8 miglia da Formia il vento gira di 180 gradi e l'acqua comincia a scrosciare. Il vento aumenta fino a 35, poi 40 nodi, fortunatamente arriva da terra e non c'è onda. Appena più avanti l'acqua comincia a vaporizzare, la visibilità si riduce al minimo. A poppa intravedo la Vespucci che vira e torna indietro: li chiamiamo immediatamente e ci informano che hanno recuperato un salvagente volato in acqua e issano il gommone a bordo.

Tempo 20 minuti e siamo fuori a riveder le stelle, una linea d'orizzonte a occidente rossa come il fuoco, e l'aria calda e secca che ci asciuga in un batter d'occhio. Il temporalino è passato, vediamo le luci di via della Vespucci che ci seguono.

All'arrivo a Formia ci rilassiamo, sono le 21:15 e diamo l'assalto finale alla cambusa: per cena abbiamo il pesce freschissimo al forno, insalate, ricci freschi al limone - una ghiottoneria celestiale! Si fa un po' di bisboccia con la Vespucci e poi a nanna.

Sabato 18 giugno Ore 7:30 check-out, intanto arriva anche Tizietta, che si è fatta un'altra notte di navigazione. Prendiamo il treno per Roma alle 9:00, e poi l'Eurostar che ci porta a Milano appena in tempo per... perdere la coincidenza per Bergamo. Il morale è comunque alto, come al solito, e tra ricordi e scherzi passa anche quest'ultimo ritaglio di tempo insieme. E chissà perchè, in diversi già vogliono sapere dove si terrà la prossima enogastrovelica. ;o)

Francesco Pavesi
Consiglio Direttivo YCBG

 
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